Jago, Habemus Hominem. La mostra al museo Carlo Bilotti di Villa Borghese


“Davanti a me ci sono 7 miliardi di Artisti e io so di essere l'ultimo, ma questo non rappresenta né un problema né un ostacolo perché sto andando esattamente nella direzione opposta”


Nato nel 1987 a Frosinone, Jago è un artista che usa i social per ampliare la propria visibilità e un elettroutensile per il fai-da-te, per creare le sue opere. Il suo debutto nel mondo dell'arte è avvenuto nel 2011, a soli 24 anni, quando viene selezionato da Vittorio Sgarbi per partecipare alla 54esima edizione della Biennale di Venezia. 





Caratteristica fondamentale delle opere di Jago è che molte di queste nascono dal rapporto con la pietra, che è scavata creando una mandorla di matrice wildtiana nella quale si rappresentano immagini riferite allo scorrere dell’esistenza o alla purezza originaria. Sculture che riflettono la contemporaneità, in un rapporto costante con la storia.

Fulcro dei lavori presentati nella mostra, che si tiene al Museo Carlo Bilotti fino ad aprile 2018, sono i due ritratti di Papa Benedetto XVI: il primo iniziato quando il pontefice era nel pieno delle sue funzioni (sacrali); il secondo che mostra l’immagine del rappresentante di Dio tornato a essere uomo, Habemus Hominem.


Non ho spogliato il Papa, mi sono spogliato io stesso (...) Essere scultore, togliere il superfluo, è il solo modo che ho per lavorare su me stesso.”

INFO E ORARI






JAGO "HABEMUS HOMINEM" 
Dal 16 febbraio al 2 aprile 2018 Museo Carlo Bilotti

Aranciera di Villa Borghese, Roma

Da martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00
(ingresso consentito fino alle 15.30)

Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00
(ingresso consentito fino alle 18.30)

Ingresso gratuito






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