Aperti per Lavori al MuCiv con le mostre Impressioni d'Africa e Archeologia in Asia


Dal 3 Febbraio 2018 il Museo delle Civiltà, negli spazi del museo delle arti e tradizioni popolari "Lamberto Loria" all’EUR, espone due importanti mostre temporanee: “Impressioni d’Africa” e “Città, palazzi e monasteri. Le avventure archeologiche dell’IsMEO/IsIAO in Asia”.








Le mostre sono realizzate nel quadro delle molteplici attività di valorizzazione e promozione del prestigioso patrimonio acquisito dal Museo delle Civiltà che ha accorpato in sé, in base alla Riforma Franceschini, quattro importanti musei romani: Museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini”; Museo delle arti e tradizioni popolari "Lamberto Loria"; Museo dell’alto Medioevo "Alessandra Vaccaro"; Museo dell’arte orientale “Giuseppe Tucci”.

Queste esposizioni sono una delle attività che il Museo, sotto lo slogan “Aperti per lavori”, sta realizzando per garantire al pubblico degli appassionati e degli studiosi la più ampia fruizione dei beni in vista del completamento delle opere per l’ampliamento del Museo nei palazzi dell'EUR, con oltre 10.000 mq di nuovi percorsi espositivi e spazi per servizi aggiuntivi.


La mostra "Impressioni d'Africa" 

(Sala Loria del Museo arti e tradizioni popolari) 

Attraverso dipinti, sculture e oggetti d'artigianato, si raccontano le peculiarità di una collezione ricca e particolarissima, sulla quale le vicende storiche e culturali seguite alla seconda guerra mondiale e alla fine del colonialismo, hanno calato un progressivo e prudente sipario.

Le collezioni di quello che fu il Museo Italo-africano di Roma consistevano in un numero assai elevato di oggetti, tra cui diverse migliaia di carattere etnografico e centinaia di carattere militare ed economico, testimonianze della storia italiana in Africa, delle conquiste, dei rapporti con le popolazioni locali, delle produzioni agricole e artigianali preesistenti alle conquiste coloniali e poi inglobate nell’economia nazionale. 

Questa scelta di materiali viene presentata per la prima volta al pubblico dopo l’acquisizione al Museo delle Civiltà della Collezione che fino a qualche anno fa apparteneva all’IsMEO - Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente. Il contesto e l’allestimento in cui oggi essa viene proposta al pubblico è utile a farne scoprire e comprendere pienamente l’interesse artistico e tutta la valenza storica e antropologica.


La mostra “Città, palazzi, monasteri. Le avventure archeologiche dell’IsMEO/ IsIAO in Asia” 

(Sala Dossier del Museo di arti e tradizioni popolari)

Qui si espongono, invece, i reperti delle missioni in Pakistan nella Valle dello Swat, in Afghanistan nella regione di Ghaznì e in Iran, nella regione orientale del Sistan. 

  • Pakistan. I primi scavi vennero condotti nell’abitato di epoca storica di Udegram e nell’area sacra buddhistica di Butkara I, dove furono rinvenuti numerosissimi rilievi in scisto appartenenti all’Arte del Gandhara, con soggetto la vita del Buddha storico.

  • Iran. Si espongono reperti dal sito Shahr-i Sokht la “città bruciata”, fondamentale per lo studio dello sviluppo culturale nell’Altopiano iranico. I materiali di questo sito, ceramiche, ami, punte di lancia, sigilli, documentano lo sviluppo di un centro urbano proprio nel momento della nascita e della diffusione dell’urbanizzazione nel Vicino Oriente.

  • Afghanistan. Sono esposti i reperti provenienti da Ghazni. Tra questi meritano particolare attenzione i marmi dal palazzo, datato all’XI secolo, che oltre ad essere una rara testimonianza dell’architettura palaziale medioevale, costituisce, con la sua lunga iscrizione in versi persiani, un esempio di come l’eredità iranica pre-islamica sia stata recuperata all’interno della comunità musulmana. 

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