I rioni di Roma e le fontane di Pietro Lombardi

Un piccolo viaggio nei costumi e nelle usanze della capitale attraverso le opere di Pietro Lombardi, autore delle tipiche fontane che caratterizzano i rioni di Roma.


Era il 1927 quando il regime fascista assegnò l'incarico al giovane architetto Pietro Lombardi di realizzare le fontanelle rionali. L'intento era quello di adornare la città eterna e rinnovarla sotto l'egida fascista.
Lombardi aveva già lavorato col Piacentini, autore dell'EUR e dell'università La Sapienza, e aveva d'innanzi a sé un futuro promettente. In verità, oltre a contribuire alla celebrazione dell'opera del ventennio e a lasciare ai turisti un motivo in più per scoprire la capitale, Pietro Lombardi non realizzò molto altro e la memoria si perde oltre il ricordo delle sue caratteristiche fontanelle.

NASCITA DEI RIONI ROMANI

Fin dai tempi di Augusto Roma era divisa in regiones, si dovrà aspettare il 1144 per iniziare a parlare di rioni. I più antichi erano 14 e solo dopo il 1300 vennero aggiunti quelli di Borgo e Trastevere per arrivare, pian piano, alla quota di 22. Le ultime zone annesse risalgono al 1921.
Nel corso dei secoli all'interno di questi rioni si sviluppò una vera e propria identità di appartenenza da parte degli abitanti. Uno spirito fiero e a volte bellicoso legato all'orgoglio di possedere un certo patrimonio monumentale; di appartenere all'una o all'altra parrocchia; di far parte della specifica confraternita; di riconoscersi nel prestigio delle grandi famiglie nobili che abitavano quegli stessi confini insieme al popolino. Ad ogni rione la sua caratteristica e la propria peculiarità.

LE FONTANE RIONALI DI PIETRO LOMBARDI

Nell'arco di tre anni Lombardi celebrò queste specificità imprimendole, in forma di simboli, nella pietra. Scolpì in tutto 10 fontane. Ognuna sancisce l'accesso al proprio rione e andarne alla ricerca ( due purtroppo sono andate perse ), significa compiere un vero e proprio viaggio all'interno della storia e della cultura popolare romanesca. Un viaggio interessante per quegli stessi romani che amano approfondire la conoscenza della propria città natale.


FONTANA DELLE ANFORE

Fontana delle Anfore
L'itinerario parte da Testaccio. In questa antica zona di Roma, sul lato sinistro del Tevere, fin dal IIsec. a.C. i Romani avevano realizzato i magazzini di deposito per le anfore che, provenienti dal porto di Ostia, contenevano le riserve di olio e vino destinate alla capitale. Per legge i recipienti per l'olio, una volta svuotati, andavano distrutti. Col tempo, la grande quantità di cocci ammassata nei terreni circostanti i magazzini, formò una grande collina di oltre 35mt. chiamata fin dal Medioevo, Testaccio. Quale simbolo potrebbe essere più adatto a rappresentare la fontana rionale che caratterizza questa zona? Proprio così, l'anfora.

Acqua: Marcia


FONTANA DEL TIMONE

Fontana del Timone
Proseguendo lungo il Tevere, nei pressi di Trastevere, in uno dei più antichi rioni della capitale, fino all'800 c'era un vero e proprio porto, luogo di commerci e loschi intrallazzi. Proprio qui, nel rione Ripa, navi militari e commerciali provenienti per lo più dall'entroterra laziale, approdavano per accedere a Roma. Un luogo vivo e animato che venne dismesso alla fine dell'800 con l'innalzamento degli argini del Tevere. Il Lombardi lo celebrò, durante il ventennio, realizzando questa fontana che vede sulla sua sommità un grande timone sostenuto da una barra, dal centro del quale l'acqua sgorga riversandosi in un catino sospeso.

Acqua: Paola



FONTANA DELLA BOTTE

Fontana della Botte



Se a Ripa si approdava con le navi, a Trastevere ci si andava a rilassare dopo il duro lavoro. Il quartiere delle osterie e delle fraschette, del vino e del sesso a buon mercato, quello del "noi ce piace de magna e beve", ecco, questo era Trastevere. Quale opera migliore di una fontana a forma di botte affiancata dalle tipiche brocche da un litro e da un tino che accoglie l'acqua?

Acqua: Paola




FONTANA DELLE TIARE

Fontana delle Tiare
Le vedete quelle grandi chiavi sormontate dalle tiare papali? Ebbene, proseguendo lungo il Tevere siamo arrivati nei pressi del Vaticano, al rione Borgo. Accanto alle mura del Passetto, che successivamente conduce a Castel Sant'Angelo, c'è questa fontana che è forse la più prestigiosa tra tutte quelle del Lombardi. Su una base robusta, sollevata sul piano stradale da un piccolo gradino pavimentato con cubetti di porfido romano, si sviluppa questa bella fontana tripartita costituita da delle vasche a forma di conchiglia affiancate dalle grandi chiavi, simbolo di San Pietro, sormontate da grandi tiare papali finemente lavorate.

Acqua: Angelica



FONTANA DELLE PALLE DI CANNONE

Fontana delle palle di cannone
Proseguendo lungo il passetto, verso Castel Sant'Angelo, a Largo di porta Castello troviamo questa fontana sormontata da un piccolo arco in travertino. Antico abbeveratoio per cavalli, la fontana è un chiaro riferimento alla vicina fortezza di Castel sant'Angelo, luogo da cui Roma e il Papa si difesero fino allo stremo delle forze durante l'invasione dei Lanzichenecchi nel 1527. Un grande mascherone in pietra da cui sgorga l'acqua è circondato, appunto, da una piccola piramide di palle di cannone.

Acqua: Marcia


FONTANA DEI LIBRI

Fontana dei Libri
Attraversate adesso il ponte Sant'Angelo e proseguite verso la sponda opposta. Entrate nel cuore della Roma Rinascimentale ed avviatevi verso Piazza Navona. Da qui dirigetevi verso il Pantheon nel rione Sant'Eustachio. Era questa la zona dell'antica università La Sapienza. Simbolo del rione è il cervo, in ricordo della conversione al Cristianesimo di Eustachio, generale romano, a cui apparve un cervo con una croce luminosa fra le corna. La fontana del Lombardi raccoglie tutti questi elementi e li fonde tra loro, realizzando la fontana forse più particolare. Sotto un arco a tutto sesto, sul quale è incisa la scritta S.P.Q.R. si apre una nicchia che accoglie appunto una testa cervo. Ai lati, su due mensole sospese, dei grandi libri a ricordo dell'antica università.


Acqua: Vergine


FONTANA DEGLI ARTISTI 

Fontana degli Artisti
Procedete adesso verso via Margutta, nel Rione del Campo Marzio, vicino Piazza di Spagna. Era questa la zona degli artisti per antonomasia fin dal '600, periodo in cui proprio qui aveva il suo studio il pittore Gentileschi, padre della nota Artemisia. La vecchia Mont-Martre romana, zona di studi d'arte e botteghe d'apprendisti; la via degli artisti squattrinati, degli scultori, dei pittori e dei fotografi. Oggi quest'aura bohémien purtroppo si è persa e il quartiere, per quanto sempre bellissimo, è diventato piuttosto turistico. Rimane però a ricordare questo illustre passato la fontana del Lombardi, un blocco granitico che si sviluppa in verticale raccogliendo al suo interno i simboli più propri degli artisti che qui hanno dimorato: sgabelli, compassi, cavalletti, maschere scolpite. Sulla sommità, poi, l'elemento più affascinante: un secchiello con pennelli e martelli da scultore. Incorniciata in un arco marmoreo, la fontana elargisce acqua fresca che fuoriesce direttamente dai mascheroni per poi incanalarsi nelle vasche sottostanti.

Acqua: Vergine

 

FONTANA DELLA PIGNA 

Fontana della Pigna
Per proseguire verso questa fontana è ora necessario affrontare il traffico di piazza Venezia. Il Rione Pigna inizia qui, in Piazza San Marco, nella zona del Vittoriano. Il nome deriva dall'antico ritrovamento di una grande pigna bronzea appartenuta, in origine, all'antico Tempio di Iside che pare sorgesse proprio nei pressi. Siamo a ridosso dei Fori Imperiali, in una zona antichissima di Roma. Dunque, la famosa pigna bronzea fu trasferita nel Medioevo in Vaticano ma i cittadini del rione non smisero mai di riconoscerla come simbolo del loro luogo natale. Per celebrare l'antico ritrovamento e restituire il simbolo ormai perduto alla comunità, il Lombardi realizzò per questo rione una fontana proprio a forma di pigna. Molto più piccola e modesta dell'originale, la fontana è comunque finemente lavorata ed è certamente un simbolo di riconoscimento insostituibile di questo luogo.

Acqua: Marcia

FONTANA DEI MONTI 

Bisogna ora dirigersi verso l'ultima delle fontane rionali rimaste da ammirare. 
Proseguendo lungo via dei Fori Imperiali, girate alla vostra sinistra ed entrate in quella che era l'antica Suburra. Siete finalmente nel Rione Monti, nel cuore della Roma più antica. Non deve essere stato facile per il Lombardi rappresentare in un unico monumento una zona tanto vasta e ricca di storia come questa. Del resto, i monti rappresentati sono ben tre dei sette che accoglievano l'antica Roma: Celio, Viminale ed Esquilino. La fontana, posizionata nei pressi dell'arco di Galieno, verso Piazza Vittorio, vede sviluppare i tre monti addossati gli uni agli altri e adornati dal motivo della stella. Tre vaschette raccolgono l'acqua che fuoriesce proprio da queste stelle. Il blocco è rialzato dal manto stradale da elementi a gradino in porfido profilato in marmo.

Acqua: Marcia




Scritto da: Lucilla Castellano

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