Le quattro meraviglie di Roma. Di nobili dimore e detti popolari

Palazzo Farnese

«Il Cembalo di Borghese/ il Dado dei Farnese/ lo Scalone di Caetani/ il Portale Carbognani».
Recitava così un'antica filastrocca popolare; una cantilena nata dal basso per celebrare, come spesso è accaduto a Roma, le bellezze prodotte dall'alto.




Non sono sette come le meraviglie dell'antichità ma noi ci accontentiamo, anche perché - diciamola tutta - sono raccolte in un'unica città e sono tutte ancora in piedi. Sto parlando di edifici storici nobiliari che hanno caratteristiche talmente definite da aver trovato, nella cultura popolare, degli appellativi precisi per essere identificati. L'itinerario che vi propongo vi porta alla loro scoperta.


PALAZZO BORGHESE AL CAMPO MARZIO

Nel cuore della Roma antica, nei pressi di via del Corso, troviamo questa sfarzosa dimora storica appartenente alla famiglia Borghese. Il Cembalo è lo strumento con cui la si identifica a causa della sua pianta che, appunto, ricorda questo strumento musicale, con la tastiera riconoscibile sul lato di via Ripetta. 

Un tempo dimora di un'inestimabile collezione di opere d'arte, raccolte nelle dodici sale del piano terra e oggi trasferite nella più famosa Galleria Borghese, il Palazzo è noto anche per il suo grandioso cortile interno. Realizzato dall'architetto Martino Longhi il vecchio ha forma arcuata ed è circondato dalla bellezza di cento colonne di granito. L'entrata principale si trova su largo della Fontanella Borghese.

Informazioni e consigli per visitare Palazzo Borghese

PALAZZO FARNESE AL RIONE REGOLA

Il Palazzo Farnese deve il suo soprannome di Dado alla compatezza che lo caratterizza e che lo fa somigliare a un cubo. Capolavoro Rinascimentale, si trova alle spalle di Piazza Campo de' Fiori e deve la sua magnificenza all'opera congiunta di architetti del calibro di Antonio da Sangallo, Giacomo della Porta e Michelangelo Buonarroti. Lo splendore di questo palazzo è accentuato anche dagli affreschi che ne decorano gli interni, in particolare quelli di Annibale Carracci. 

Dopo numerose traversie Palazzo Farnese, già caduto in mano Borbonica, passò nelle mani dei francesi nel 1874. Il governo italiano ne tornò in possesso nel 1936 con un accordo che prevedeva l'affitto allo Stato francese per i successivi 99 anni alla cifra simbolica di mille lire al mese (oggi 1 euro). Per questi motivi, attualmente, in questo palazzo ha sede l'ambasciata di Francia.


Informazioni e consigli per visitare Palazzo Farnese



PALAZZO RUSPOLI IN VIA DEL CORSO

Lo Scalone dei Caetani è la scala d' onore di Palazzo Ruspoli, progettato dall'architetto Bartolomeo Ammannati nel XVI sec. e sito in via del CorsoParticolarità dello scalone sono i 100 gradini di cui è composto, ciascuno dei quali costituito da un unico pezzo di marmo di oltre tre metri di lunghezza. Lo scalone sale dal portico di largo Goldoni al piano nobile e fu realizzato da Martino Longhi il Giovane nel 1640 per i Caetani, secondi proprietari del palazzo dopo i Rucellai. 

A Palazzo Ruspoli visse, insieme alla madre Ortensia di Beauharnais, Regina consorte d'Olanda, il giovane Napoleone III, nipote di Napoleone Bonaparte I. Qui Ortensia fece eseguire sontuosi affreschi sui soffitti, in modo da ricreare un'atmosfera francese a lei consona. Più tardi, nel 1859, il cugino di Napoleone III, Carlo Napoleone Bonaparte, sposò Cristina Ruspoli, stabilendo così il legame definitivo tra le famiglie Ruspoli e Bonaparte.

Oggi Palazzo Ruspoli Bonaparte, offre ospitalità all'interno delle sue prestigiose suite a viaggiatori e business traveller in visita nella capitale.

Informazioni e contatti per alloggiare a Palazzo Ruspoli


PALAZZO SCIARRA COLONNA DI CARBOGNANO

Il Portale Carbognani fa riferimento al palazzo Sciarra di via del Corso al civico 239, oggi sede di una banca. Fu costruito alla fine del Cinquecento da Flaminio Ponzio per i Colonna del ramo Sciarra signori di Carbognano, presso Viterbo, e per questo identificati popolarmente come i Carbognani. 

L'imponente portone è affiancato da due colonne doriche e sovrastato da una mensola che regge il bel balcone decorato con i simboli araldici della famiglia. L'opera è stata tanto esaltata perché tradizione vuole che l'architetto abbia ricavato il materiale da un unico gigantesco masso di marmo antico.

Informazioni e consigli per visitare Palazzo Sciarra Colonna




Scritto da: Lucilla Castellano


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